Diabete 2: più rischio con bibite zuccherate frequenti - drvenuto.it - Benvenuti sul Sito Ufficiale di Filippo Luciano Dr. Venuto

Vai ai contenuti

Menu principale:

Diabete 2: più rischio con bibite zuccherate frequenti

Diabete 2: aumentato rischio  con una bibita zuccherata al dì
Lo studio, coordinato da Dora Romaguera della School of public health dell’Imperial college di Londra, Regno Unito, è stato appena pubblicato su Diabetologia, e corrobora i risultati di ricerche precedenti, in particolare quelli di una metanalisi pubblicata nel 2010, che aveva valutato 8 studi prospettici, quasi tutti condotti in Nordamerica, individuando un incremento del 25% di diabete di tipo 2 per ogni lattina di bibita zuccherata consumata.
Per valutare il legame tra il consumo di diversi tipi di bevande analcoliche zuccherate - spremute o succhi di frutta, bibite zuccherate o contenenti dolcificanti artificiali - e insorgenza di diabete tipo 2, Romaguera e colleghi hanno utilizzato i dati raccolti in 8 centri sparsi in tutta Europa - Italia inclusa - nell’ambito dello studio longitudinale Epic-InterAct (European prospective investigation into cancer and nutrition). I ricercatori hanno così effettuato uno studio caso-controllo su una sotto-coorte di Epic-InterAct, all’interno della quale sono stati riscontrati circa 12.000 casi di diabete tipo 2 e selezionati circa 16.000 controlli. Per valutare la quantità di bevande zuccherate consumate giornalmente, i partecipanti hanno compilato questionari, validati e specifici per ciascun paese, relativi al regime alimentare seguito e all’introito calorico giornaliero.
«Il risultato di una prima analisi ha indicato un aumento significativo dell’incidenza di diabete 2 tra i consumatori di bibite zuccherate. Anche dopo aver aggiustato per potenziali fattori confondenti quali apporto energetico e indice di massa corporea (Imc), la correlazione tra bevande dolci e diabete permaneva, sebbene attenuata» spiega Romaguera. «Per le bevande addizionate con dolcificanti artificiali l’associazione perde la significatività statistica, suggerendo una possibile mediazione del Imc, mentre il consumo di succhi e spremute non è stato associato a un aumentato rischio  di diabete tipo 2» riprende l’esperta.
Diversi i punti di forza dell’analisi: tra gli altri, la potenza e il disegno prospettico dello studio, oltre all’ampia rappresentatività della popolazione europea. Non manca tuttavia qualche limite, specie il fatto che abitudini alimentari e Imc siano stati misurati solo all’arruolamento, senza tener conto delle possibili modificazioni durante il follow-up.
Lo studio condotto dal consorzio InterAct rappresenta l’ennesima stoccata alle bevande dolci. Esso conferma studi precedenti e supporta ulteriormente le raccomandazioni emanate dall’American heart association che suggeriscono di non consumare oltre 36 once, quindi un corrispettivo di 450 calorie o 3 lattine di bibite zuccherate alla settimana.
«Quello che Epic ci dice è assolutamente in linea con quanto abbiamo visto in studi effettuati negli Stati Uniti» commenta Robert Ratner medico e direttore scientifico per l’American diabetes association. E continua: «Questi studi ci danno messaggi chiari che dobbiamo ascoltare, i dati ottenuti sono schiaccianti e convincenti. Diminuire il consumo di bibite zuccherate è un punto cruciale per ridurre l’incidenza del diabete di tipo 2, per questo bisogna mettere in atto politiche sanitarie e strategie educative, oltre a una maggiore informazione per sensibilizzare il pubblico su questo tema».
Diabetologia. 2013 Apr 26. [Epub ahead of print]


Torna ai contenuti | Torna al menu