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Vasoprotezione da statine indipendente da PCR

Vasoprotezione da statine indipendente da proteina C-reattiva

Era stato ipotizzato che l'effetto vasoprotettivo delle statine fosse influenzato dallo stato infiammatorio, quantificabile dalle concentrazioni di proteina C-reattiva (Pcr). In particolare, è stato sostenuto che le statine potessero risultare benefiche in soggetti con concentrazioni aumentate di Pcr e, al contrario, inefficaci nelle persone con bassi livelli di Pcr e di colesterolo Ldl. Ora, un trial randomizzato su grande scala, realizzato dall'Heart protection study collaborative group, smentisce entrambe queste tesi. Lo studio si è svolto in 69 ospedali britannici, coinvolgendo 20.536 soggetti di entrambi i sessi, di età compresa tra 40 e 80 anni e ad alto rischio cardiovascolare, randomizzati a un trattamento con 40 mg/die di simvastatina oppure placebo per una media di 5 anni. Come endpoint primario per l'analisi dei sottogruppi si è considerato l'evento vascolare maggiore, definito da un esito composto comprendente morte, infarto miocardico, ictus o rivascolarizzazione. Complessivamente, l'appartenenza al gruppo simvastatina ha determinato una riduzione significativa del 24% dell'incidenza del primo evento vascolare maggiore dopo la randomizzazione (19,8% vs 25,2% nei gruppi simvastatina e placebo, rispettivamente). Non si sono rilevate evidenze che la diminuzione di questo endpoint (o delle sue parti) variasse con le concentrazioni di Prc al basale. Perfino nei pazienti con i più bassi livelli di Prc (<1,25 mg/L), gli eventi vascolari maggiori sono apparsi ridotti di un significativo 29% (14,1% vs 19,4%). Inoltre, non si sono colte eterogeneità nei valori di riduzione relativa di rischio tra quattro sottogruppi definiti dalla combinazione di basse o alte concentrazioni di Pcr e Ldl; in particolare, si è registrata un'evidente prova di beneficio anche in coloro i quali si erano misurate basse concentrazioni sia di colesterolo Ldl sia di Prc (15,6% vs 20,9%).

Lancet, 2011 Feb 5;377(9764):469-76



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