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In dubbio protezione cardiovascolare da omega-3

In dubbio protezione cardiovascolare da omega-3
Gli acidi grassi omega-3 possono essere protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari, ma l'evidenza al proposito non è netta e qualsiasi tipo di beneficio è quasi certamente non così rilevante come precedentemente ritenuto. È questo il giudizio formulato da un team di ricercatori dell'Università di Sydney, guidato da Sradha Kotwal, al termine di una revisione sistematica con meta-analisi dei dati presenti in letteratura. Dopo aver effettuato una ricerca sui principali archivi elettronici di tutti i trial randomizzati relativi all’utilizzo di integratori alimentari, interventi nutrizionali o entrambi, sono stati selezionati 20 studi, per un totale di 63.030 partecipanti e oltre 6mila eventi cardiovascolari maggiori. L'outcome primario era composto da diversi  eventi cardiovascolari (infarto miocardico, ictus, morte cardiovascolare). Outcomes secondari erano rappresentati da aritmia, eventi cerebrovascolari, ictus emorragico, ictus ischemico, rivascolarizzazione coronarica, scompenso cardiaco, mortalità totale, mortalità non vascolare, nefropatia allo stadio terminale. Non si è rilevato alcun effetto generale degli acidi grassi omega-3 sugli eventi cardiovascolari compositi (rischio relativo, RR: 0,96; 95% CI, 0,90-1,03; P=0,24) o sulla mortalità totale (RR: 0,95, 95% CI, 0,86-1,04; P=0,28). Gli omega-3 hanno invece mostrato di svolgere un'azione protettiva rispetto alla morte vascolare (RR: 0,86, 95% CI, 0,75-0,99; P=0,03) ma non contro gli eventi coronarici (RR: 0,86, 95% CI, 0,67-1,11; P=0,24). Gli eventi avversi sono risultati più comuni nel gruppo in trattamento rispetto al placebo (RR: 1,18, 95% CI, 1,02-1,37; P=0,03), principalmente a causa di un eccesso di effetti collaterali gastrointestinali. Questa revisione, sottolineano gli autori, fa sorgere rilevanti interrogativi sull'uso degli integratori a base di olio di pesce per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, come raccomandano molte linee guida. Vi è da sottolineare che l’eterogeneità degli studi clinici coinvolti potrebbe aver contribuito all’assenza di risultati positivi emersa da questa metanalisi. Sono stati evidenziati infatti effetti diversi a seconda dei sottogruppi: risultati mediamente migliori in trials con soggetti di età media inferiore o comprensivi di una più bassa porzione di soggetti ipertesi o affetti da diabete mellito.
Circ Cardiovasc Qual Outcomes, 2012 Oct 30. [Epub ahead of print]

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